Monte Velino e Monte di Sevice dal Passo delle Forche di Rosciolo

 


Che giornata splendida! Dopo una settimana passata a lavorare tra impicci e impegni non vedevo proprio l’ora di andare in montagna! E devo ammettere di aver soddisfatto per bene la mia astinenza con la salita su Monte Velino (2486 m). Bella bella bella. Siamo partiti dal lato di Rosciolo, avvantaggiandoci un po’ di sentiero grazie al fuoristrada, partendo precisamente dal Passo le Forche (1169 m). Tra la salita, il sole, il caldo e l’umidità tutta la prima parte di percorso fino alla Fontana di Sevice si equiparava ad una prova di resistenza! Non ho mai patito così tanto il caldo come oggi (altro che le saune dentro le palestre…). Arrivati alla fonte la sensazione è stata quella di trovarsi in un’oasi nel deserto: bellissima! Bisognerebbe provarlo sulla propria pelle per capire che sensazione diffusa di piacere IMMENSO si prova nel rinfrescarsi dopo una salita del genere così martoriata dal caldo! Non ha prezzo! Da lì a poco abbiamo raggiunto il piccolo Rifugio Capanna di Sevice (2119 m), aperto in occasione della Festa del Velino: noi non lo sapevamo, ma siamo capitati proprio in coincidenza di una festa che ricorre ogni anno, con tanto di messa sulla vetta. C’erano diverse persone lì, e molte altre erano ancora sulla cima e stavano per riscendere per andare a mangiare un piatto di pasta al rifugio (l’hanno offerta anche a noi, ma ahimè non potevamo proprio accettare perché sennò non ce la facevamo più a salire!). Abbiamo seguito il sentiero 3A che passa tutto cresta cresta fino alla cima del Velino, di dubbia sicurezza in caso di brutto tempo, ma assolutamente bellissimo e panoramico! I vari crinali rocciosi che si materializzavano sotto i nostri occhi erano alternati da morbidi canaloni di ghiaia che livellavano le prospettive ed equilibravano il tutto. Che spettacolo meraviglioso. E poi c’era la neve! Di certo poca, giusto qualche linguetta, però quanto basta per poterla sentire ancora un po’. Arrivati sulla cima di Monte Velino (2486 m) credevo che ormai non ci fosse più nessuno lassù, e invece mi sbagliavo, c’erano ancora diverse persone che provenivano da altri sentieri e parlavano altri accenti. Lassù i miei due amici mi hanno odiato perché già dopo 5 minuti ho cominciato a pregarli di riscendere, questo non tanto a causa della folla (anche se…) ma a causa del tempo che non mi faceva stare tranquilla, si vedeva bene che il cielo si stava caricando. Non avendo ancora la capacità di capire i tempi e di valutare così il pericolo per inesperienza, per me il temporale (e tutto quello che lo anticipa) ha solo un significato: “scappa”. Magari col tempo imparerò a delineare meglio le soglie del rischio e a calcolare i tempi, ma per ora mi affido di più al mio ignorante istinto di sopravvivenza. Siamo riscesi passando sulla cima di Monte di Sevice (2355 m), accelerando il passo giusto nel tratto finale che ci separava dal rifugio perché ha cominciato a piovere. Anche se per un piccolo tratto di strada di acqua ne abbiamo presa tanta: ne buttava giù a secchi! Il piccolo rifugio a breve si è completamente riempito, e la signora che ne teneva attualmente la gestione ha ben pensato di offrire il caffè a tutti. Fuori si stava scatenando l’inferno, tra tuoni, lampi e fulmini, e noi eravamo dentro, protetti in modo materno da una piccola Gabbia di Faraday. Anche questa è stata una sensazione bellissima che non ha prezzo. Dopo una ventina di minuti lì dentro la gente un po’ spazientita dall’attesa ha lasciato il rifugio, nonostante fuori i tuoni sottolineassero ancora la presenza del temporale. Io non sarei uscita manco morta, infatti ho preso le carte napoletane e mi sono fatta una partita a scopa con la signora del rifugio. Sia lei che il signore che era lì con lei sono stati di una gentilezza unica! A proposito questo è il sito : www.montevelinogev.it del Rifugio Capanna di Sevice (2119 m). Finita la pioggia siamo riscesi con tutta calma, ammirando la bellezza della natura dopo il temporale: i colori erano più nitidi, e le prospettive panoramiche correvano lontano lungo i vari punti di fuga… ogni cosa adesso diventava più chiara, anche i pensieri.

 

Tratto da: “naturagrezza.blogspot.it Escursione del 4 luglio 2010”