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Penne rigate alla Monte Velino

Nella cucina di quasi tutti i paesi di montagna dell'Appennino centrale c' un piatto di pastasciutta, fatta dalle donne di casa (la pasta secca era la pasta "dei signori", costosa e riservata ai giorni festivi), condita con olio, pomodoro, essenze vegetali varie, formaggio. Infinite le varianti di impasti, forme e aromi.

Il GEV (Gruppo Escursionisti del Velino) di Magliano dei Marsi, nel rifugio della Capanna di Sevice, ai 2119 metri della splendida conca tra il monte Sevice e le creste della val di Teve, - che nel mese di'agosto diventa anche punto ristoro - propone una rivisitazione d'alta montagna di questo piatto.

In questo caso giocoforza usare la pasta secca, in formato atto a sedurre il sugo e trattenerlo. Poi, sono pomodori d'orto domestico e qualche verdura di valle (aglio, cipolla, carota, peperoncino) e olio extravergine e formaggi portati su dai solerti mulacchioni. Il resto - ma quello che d l'impronta al piatto - tutto della zona circostante la Capanna. E sono timo, salvia, cuore di cardo, ortica, sedanini, mentuccia selvatica, la mitica santoregia, una tavolozza di profumi e sentori unica: giust'appunto del monte Velino.

Il massimo per gustarla ? Preavvertire per telefono, partire di buonissimo mattino e salire sul monte Velino, sulla via del ritorno trovarsi all'ora concordata alla Capanna. Guarnire il piatto con pochissimo peperoncino (o senza) e col pecorino stagionato dei pastori della zona. I migliori condimenti ci sono tutti.